(sì, era questa la “clausola cazzeggio” di cui parlavo nella intro/mission/quel che l’è)

Per contesto sulle categorie, rimando a questo bellissimo post:
Bene ora partiamo—
(come, signor Google? Volevi un paragrafo introduttivo SEO-friendly? Ma è Sanremo, perbacco — anzi, per Bacco, ché per sopravvivere a ‘sta roba mi servono almeno due bottiglie-)
Conduzione — Carlo Conti e Laura Pausini
La profondità intellettuale che attribuisco a Sanremo è direttamente proporzionale a quella che attribuiscono loro ai temi sociali.
Giudizio: Premio “Guerra Brutto” dell’Anno
Francesco Renga – Il meglio di me
Ho l’impressione che Renga vada a Sanremo più spesso di quanto sia mai andato a trovare sua nonna.
Giudizio: Brano Rassicurante
Chiello – Ti penso sempre
Chiello va a Sanremo a portare una versione solo leggermente più “soft” di quello che mi sarei aspettata da Chiello a Sanremo. Da migliorare il lato live — ma è anche vero che era di questo avviso colui che ci ha donato uno dei pochissimi momenti meme di questa edizione non presentandosi, quindi non saprei.
Giudizio: Premio “Bugo Reverse Card” dell’Anno
Raf – Ora e per sempre
Mi aspettavo qualcosa di diverso e non so perché. Forse è che per rinfrescarmi la memoria su Raf mi sono avventurata tra Self Control e il suo periodo rock di fine millennio, tralasciando convenientemente tutte le ballate perché sapevo che a Sanremo ne avrei fatto indigestione.
Giudizio: Premio “Ma in che Senso Ha Sessantasei Anni” dell’Anno
Bambole di Pezza – Resta con me
Mi aspettavo qualcosa di diverso e so esattamente dove sta il perché — nella transizione tra Occhi di Gatto e Whole Lotta Love nella serata delle cover, mannaggia a voi.
Giudizio: Premio “Svolta Coldplay” dell’Anno
Leo Gassman – Naturale
Gassman Junior (alla seconda) è pericolosamente sulla buona strada per avvicinarsi a Renga nel numero di presenze in questa kermesse. Vai a far visita al parentado più spesso, Leo.
Giudizio: Brano Rassicurante
Malika Ayane – Animali notturni
È un pezzo da Malika Ayane nel modo migliore possibile. Ecco, forse non spicca per originalità (“Figli delle stelle”, anyone?), ma a questo punto i tempi televisivi di questa edizione ci hanno già succhiato il 60% della linfa vitale e finché si dà una svegliata agli spettatori va bene così.
Giudizio: Premio “Secchio d’Acqua In Faccia all’Ariston” dell’Anno (1977)

Tommaso Paradiso – I romantici
Non l’ho messo nella vibe dell’Angolino Indie perché almeno, da quando si è staccato dai The Giornalisti, mi sembra che si sia smesso di descriverlo come tale. Qui si apprezza l’onestà, oh.
Giudizio: Brano Rassicurante
J-Ax – Italia Starter Pack
Cosa succederebbe se chiedessi all’AI di fare un mash-up tra “Comunisti col Rolex” e il country? Non lo so, probabilmente qualcosa di simile a questo, ma nel prompt bisognerebbe specificare di aggiungere violini e togliere Fedez. Qualcuno avvisi Dargen D’Amico, anzi meglio di no.
Giudizio: Premio “Immotivata Nostalgia Estiva” dell’Anno
LDA & Aka 7even – Poesie clandestine
Dal paratesto e considerando i trascorsi mi sarei aspettata una possibile colonna sonora del trailer ufficiale di una serie Prime Video su amori tossici per minorenni, invece mi è toccato il tormentone estivo. Poteva anna’ peggio.
Giudizio: Premio “Ritorneremo, Prima o Dopo, In un Villaggio Turistico” dell’Anno
Serena Brancale – Qui con me
È la cosa meno eclettica che io abbia mai ascoltato da parte sua, ma non posso darle torto per la lungimiranza perché giustamente è così che si sono improvvisamente accorti di lei. Per qualche motivo la sua nuova mise mi ricorda troppo quell’influencer tradwife che fa i tiktok culinari in caschetto castano e inspiegabili lunghi vestiti da sera. Talmente tanto che volevo darle il Premio Rebranding, ma ahinoi si è ritrovata ancora Fedez in gara, quindi niente.
Giudizio: Brano Rassicurante
Patty Pravo – Opera
Pensavo che sarebbe stata lei il Dinosauro indiscusso di questa edizione. Poi ho sentito il resto e ho capito che mi sbagliavo.
Giudizio: Premio “T-Rex Mancato” dell’Anno
Sal Da Vinci – Per sempre sì
“Ah, ah, pare Il Boss delle Cerimonie” è la battuta meno sagace possibile. Insomma, neomelodico, promesse davanti a Dio, fedi e un videoclip in cui c’è lui che canta a un matrimonio: mi state dicendo che non ha fatto tutto ciò per il programma? E per cosa l’ha fatto, allora, per i meme? Assurdo.
Quindi mi spiace, ma farò solo la seconda cosa meno sagace possibile, ossia tirare in ballo il monologo di Valerio Aprea in “Boris”, quello sulle musichette mentre fuori c’è la morte.
Giudizio: Premio “Platinette” dell’Anno

Elettra Lamborghini – Voilà
Ha disatteso le mie aspettative su due cose: non ha portato un brano reggaeton ed è stata l’unico bastione di vera leggerezza di questa kermesse. Se al posto di cantare avesse fatto l’inviata assieme a Tommaso Zorzi avrebbero formato la reunion di Riccanza di cui non sapevamo di aver bisogno, causando ingenti moti nostalgici in chi guarda reality show, ma soprattutto in chi asserisce che era tutto meglio nel 2016.
Giudizio: Premio “Ereditieri Simpatici” dell’Anno
Ermal Meta – Stella stellina
Musicalmente a me è piaciuta, ma del resto sentire Ermal lanciarsi in falsetti à la Matt Bellamy è una cosa che, da quando ho sentito la sua cover di Unintended, aspetto come la cometa di Halley. Ciononostante, per i suoi standard anche e soprattutto sanremesi, il testo fa parecchio il vago: un altro segno dei tempi che corrono?
Giudizio: Premio “Non Mi Avete Fatto Niente, a Me, Ma A Ghali Sì” dell’Anno
Ditonellapiaga – Che fastidio!
“L’aveva già fatto Rino Gaetano” dissero quelli che mettono a paragone mele con [pensa a un frutto che disattenda le aspettative] ciliegie. Vada per il tòpos, ma almeno piazzarlo in un brano dance è stata una scelta vincente nel contesto sanremese. Un plauso all’accostamento tra nome d’arte e titolo del brano: i meme si scrivono da soli.
Giudizio: Premio “Campo Semantico” dell’Anno
Nayt – Prima che
Un brano dalle sfumature conscious non sconvolgente nella discografia di Nayt, ma in termini sanremesi lo stacco è notevole (almeno non si è snaturato portando un pezzo pop generico per parlare del niente). Potrebbe potenzialmente diventare quello che “Voce” è stata per Madame al suo primo Sanremo? Intanto la struttura del brano aiuta a renderlo memorabile ai duri d’orecchie: repetita iuvant, dicevano.
Giudizio: Premio “Anafora” dell’Anno
Arisa – Magica favola
In tanti hanno gridato al miracolo, io l’ho considerata l’ennesima dimostrazione che il bel canto non equivale a una canzone memorabile, al netto di un testo degno di nota. Magari però crescerà col tempo e sono io che maldigerisco i tòpos fiabeschi (il mio birthday twin è Lord Byron, dopotutto).
Giudizio: Premio “Principessa Disney Escapista” dell’Anno
Sayf – Tu mi piaci tanto
C’è chi ci sente l’influenza di Daniele Silvestri, chi di Willie Peyote, chi di Ghali. Io ci sento uno dei pochi brani che ha combinato orecchiabilità, contenuto e una graduale evoluzione della performance, dandoci finalmente un po’ di trama in questo Sanremo privo di climax ascendenti.
Giudizio: Premio “Sviluppo del Personaggio” dell’Anno
Levante – Sei tu
Il contrasto tra il suo timbro vocale e la delicatezza della musica riesce, sì, a salvare il brano dalla noia. Unica love ballad del lotto che riascolterei volentieri.
Giudizio: Brano Rassicurante (evvai!)
Fedez & Masini – Male necessario
La voce di Masini riesce persino a farmi tralasciare Fedez che rompe la quarta parete per parlare di sé in terza persona. Detto ciò l’altro giorno ho visto un meme che includeva nello starter pack dei tifosi di questo brano l’icona di 4chan e vari riferimenti alla palestra e adesso non riesco a smettere di pensarci-
Giudizio: Premio “Self Rebranding Gymbro Musicale” dell’Anno
Samurai Jay – Ossessione
Quando l’ho messo nell’insieme “Quota Reggaeton” del mio diagramma di Eulero-Venn mi aspettavo esattamente questo risultato.
Giudizio: Quota Reggaeton
Michele Bravi – Prima o poi
Lui ispira ancora tantissima dolcezza, ma la sua voce è ancora l’unica cosa che salva il brano dalla noia.
Giudizio: Brano Rassicurante
Fulminacci – Stupida sfortuna
Dal look alla musica, è la versione più retrò di Fulminacci che potessi aspettarmi, in linea con la vibe nostalgica di questa edizione, ma non abbastanza per parlare di premi rebranding. Fa il suo, e penso che sarà un brano di cui risentiremo parlare volentieri da qui alla prossima estate.
Giudizio: Premio “Vedi che la Critica Serve” dell’Anno
Luchè – Labirinto
È quello che mi aspettavo da Luchè, ma più come brano filler che come cavallo di battaglia. Forse cambierò idea, il piazzamento in classifica mi è sembrato comunque un po’ basso, ma c’è da dire che una performance rimasta uguale a sé stessa non aiuta a migliorare le prime impressioni.
Giudizio: Premio “Date ai Rapper che Cantano un Voice Coach di Cittadinanza” dell’Anno
Tredici Pietro – Uomo che cade
Lo dico? È il pezzo che più mi è sembrato sottovalutato di questo lotto. Sarà che forse è stato un po’ fagocitato dalla conversazione lanciata da taluni sulla presenza al festival dei figli di papà, cosa di cui sembrano essersi accorti adesso, a riprova del fatto che il pubblico sta venendo tragicamente tenuto a digiuno di polemiche belle.
Giudizio: Premio “Stretta di Mano” dell’Anno
Mara Sattei – Le cose che non sai di me
Ho letto che si tratta del primo brano che ha scritto lei stessa, e che quindi è per lei molto sentito. Musicalmente, però, non mi ha impressionata.
Giudizio: Brano Rassicurante
Dargen D’Amico – AI AI
Lui si impegna sempre a toccare temi sociali, roba che finché abbiamo una pausa dalle love ballad va bene tutto. Sfortunatamente, quando mette insieme gli ingredienti per le canzoni, temo rovesci sempre nel calderone il contenitore “Locura”, perché i destinatari sembrano sempre buttarla in caciara. Un plauso, comunque, a come gestisce le interviste: che un artista avrebbe insegnato a certuni a fare giornalismo non era nella mia bingo card, ma non mi lamento.
Giudizio: Premio “Fact-checking” dell’Anno

Enrico Nigiotti – Ogni volta che non so volare
Volevo dire qualcosa di sagace, ma arrivata a una certa ora i commenti originali sui Brani Rassicuranti mi sfuggono.
Giudizio: Brano Rassicurante
Maria Antonietta e Colombre – La felicità e basta
Ho letto qualcuno dire che sono una brutta copia dei Coma_Cose, altri dire che sono una brutta copia di Colapesce e Di Martino. Mi astengo dal commento perché entrambi i gruppi si sono sciolti e porteremmo non poca iella. Se non altro hanno portato un pezzo ballabilissimo ma senza balletto, suonano, e hanno detto che “ormai indie non vuol dire più niente”: GRAZIE!
Giudizio: Premio “French Touch ma Italiano” dell’Anno (non osate protestare, per farmi dire di nuovo “indie” dovrete passare sul mio cadavere-)
Eddie Brock – Avvoltoi
Eccheccazzo-
quando l’ho messo nell’Angolino Indie del mio Diagramma di Eulero-Venn mi aspettavo esattamente questo tipo di contenuto. Purtroppo, soprattutto perché l’hanno messo in scaletta alle due del mattino.
Giudizio: Premio “Angolino Indie Malinconico” dell’Anno (aaaaaargh muoio-)
Bonus: il sistema di votazione
Quello che non ti dicono, e che si può apprendere con facilità in un ottimo articolo di Wired, è che la votazione non è davvero un terzo-un terzo-un terzo: nel concreto i voti del televoto pesano matematicamente molto di più di quelli della sala stampa. Ciò, unito al fatto che quest’ultima è in larga parte composta da giornalisti musicali della domenica – o meglio, del martedì-sabato – restituisce un quadretto simpatico in cui la competenza musicale (le gasp) a Sanremo non sta di casa: ma chi l’avrebbe mai detto, acciderbolina.
Giudizio: Premio “Trasparenza? Cos’è, Si Mangia?” dell’Anno
Bonus Bonus: Enrico Melozzi
È salito sul palco a saltare su “Occhi di Gatto” con le Bambole di Pezza e Cristina D’Avena, durante la finale ha guardato in camera e ha detto “Non sono negli Epstein files”. In questo festival imbalsamato, ha vinto lui.
Giudizio: Premio “Make Sanremo Great Again” dell’Anno
Fine.
Volevo aggiungere delle considerazioni in retrospettiva sul festival, ma avete visto quanti sono trentatré commenti cinici? TRENTATRÉ? Mi vuole morta, signor Conti Carlo, appena dopo essere sopravvissuta alla fine del suo Sanremo? Vuole morti i miei lettori immaginari, che è già tanto se hanno letto fino al primo stacco pubblicitario?
Aehm.
Nessun lettore immaginario è stato maltrattato durante la stesura di questo video, c’è stato un errore di comunicazione, io questo video non lo volevo fare eccetera eccetera-
…
Vabbé famo che le considerazioni le metto nel copy di Instagram e se ho voglia le aggiungerò poi anche qui, ADIOS ✨
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